fin dai

tempi remoti

gli uomini hanno usato

le grotte

scavate dall’acqua nel gesso

Disegno di Giuseppe Scarabelli, geologo e paleontologo imolese, fondatore dell’archeologia preistorica italiana

Giuseppe Scarabelli fu tra i primi a studiare le grotte della Vena del Gesso con metodo scientifico. Scopri la sua storia visitando il Gabinetto di Storia Naturale del museo a lui dedicato.
Vi troverai tantissimi reperti (cristalli, fossili, antichi utensili, …) che lo scienziato raccolse durante i suoi studi.

il gesso era un buon materiale da costruzione

i romani

aprirono le prime cave di materiale lapideo

Resti della cava romana di Tossignano.
Il gesso qui era estratto in grossi blocchi.

I Romani ricavarono dal gesso anche il

“vetro di pietra”

Lo chiamarono

lapis specularis

Il passato e il presente si incontrano nelle cave di lapis specularis della Vena del Gesso Romagnola.

Un video realizzato da Federazione Speleologica regionale, Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese.

nel medioevo

venne usato per costruire
mura, basamenti di edifici e castelli

ma quando si scoprì che una volta cotto
poteva essere usato come materiale per l’edilizia
fornaciari e gessaroli diedero vita ad una vera e propria rivoluzione industriale
che arrivò fino ai giorni nostri con attività estrattive e industrie

la vita sui gessi

"vivere sul gesso è stato difficile. l’acqua non si poteva neanche bere per la presenza di un alto contenuto di sali."